Ogni volta che accompagno sui sentieri che portano agli alpeggi e racconto l’esperienza di una degustazione, torno bambina. Ricordo i profumi, i sapori, i suoni di quando piccina passavo le estati alla baita con la nonna Justine e la zia Maria a pascolare, a fare il formaggio e il burro, a raccogliere erbe e legna per il camino. Gli indimenticabili tramonti alla “brenga vieia” il larice vecchio, il profumo del fieno. Poi ormai ragazza salivo in estate a trovare la mia mamma che continuava a mantenere vivo l’alpeggio con la stessa passione ed amore: ascoltavo i suoi racconti davanti al camino e la polenta profumava di burro e formaggio.
Considero un privilegio aver vissuto certi momenti, poter condividere racconti e le esperienze.
Dove i sensi si risvegliano
Voi avete mai provato ad immergervi nella storia di un luogo, a sentirlo con tutti i sensi?
Ad assaporare, attraverso un’escursione con degustazione, il suo passato ed il suo possibile futuro?
Ogni volta il sentiero che porta in un alpeggio è già un racconto, ci avete fatto caso?
Spesso gli alpeggi si assomigliano ma ognuno ha la sua storia incisa sui muri a secco a lato dei sentieri che si inerpicano; le cappellette votive e poi i pascoli dove le fioriture raccontano le stagioni; a volte ci sono gruppi di case quasi piccoli villaggi, a volte sono case solitarie ed il bosco intorno. Sovente le case sono su due livelli: sotto la stalla, sopra l’abitazione e piccolo fienile. Tutte in pietra e legna. Quando saliamo più in alto, sopra il limite del bosco, sono solo pietra.
Oggi vado in alpeggio con un gruppo di persone curiose di scoprire un pezzo di vita autentica.
Con passo lento e tanti racconti, iniziamo a salire e poi all’improvviso in lontananza si cominciamo a sentire i campanacci, qui spesso chiamati Chamonix, un’altra lunga storia di tradizione e di passioni che si tramanda. Ogni campanaccio ha una misura, un suono diverso e sono tutti fatti a mano da maestri fabbri. Ogni vacca è fiera del suo campanaccio ed eccolo, il pastore che con pazienza le conduce al pascolo insieme ai suoi fidi collaboratori, i cani.
Sapori e profumi che raccontano
Arriviamo alla baita. I gerani alla finestra sono il segno di una presenza gentile. Dalla casera Paola ci sorride: ha messo il caglio nel latte per fare il formaggio e ora con la lira sta sminuzzando la cagliata che deve essere piccola come un chicco di riso. Continua il suo lavoro come ogni giorno e racconta che è lei – la casara – che si occupa ogni giorno di fare, a seconda del periodo, il formaggio, la Fontina – prodotto DOP della Valle d’Aosta – il reblec, il burro. Accenna alla grande pazienza ed attenzione che ci vuole, ma anche alla soddisfazione che prova quando il suo prodotto viene apprezzato!
Paola ci accompagna nella crotta, la cantina di affinage dei formaggi e ci spiega la marchiatura, la stagionatura. Poi arriva il momento della degustazione, i loro formaggi stagionati, quelli freschi, lo yogurt … una vera delizia per il palato.
Si sentono i campanacci più vicini, è l’ora del rientro. Rincasano tranquille le vacche e ognuna sa qual è il suo posto nella stalla, se lo ricordano anche da un anno all’altro. Il pastore sussurra i loro nomi e le lega con calma, racconta che poi saliranno più in alto. Si seguono le fioriture per avere il latte migliore e poi si farà il percorso a ritroso e ad ottobre ci sarà la désarpa, la discesa dagli alpeggi, un momento carico di emozioni di cui vi racconterò prossimamente.
Condividere emozioni
Un regalo anche per me questa giornata in cui il tempo rallenta, in cui anche i miei ricordi riaffiorano. Immergersi in questo luogo e vivere questa esperienza è condividere un modo diverso e vero di vivere la montagna.
Oggi quassù seduti sul prato anche la degustazione ha sicuramente un sapore ed un profumo diverso, lo percepisco dagli occhi di chi mi sta intorno, dai sorrisi, è davvero autentica. Ogni assaggio di formaggio, ogni sorso di latte, ogni cucchiaio di yogurt sa di fiori, di pascoli, di latte fresco e profumato, di lavoro fatto con amore e passione, anche di fatica, di storie che si ricordano e si tramandano.
Dopo aver fatto scorta di qualche buon pezzo di formaggio da mettere nello zaino salutiamo tutti coloro che ci hanno accolti e coccolati, e sulla via del ritorno i miei racconti prendono forma. Le case, i sentieri, i pascoli, il bosco prendono vita, diventano anime parte pulsante di questa giornata. Tante emozioni e tante curiosità in sospeso e la promessa di tornare a vivere ancora queste esperienze.
Sui sentieri del gusto, le escursioni con degustazione sono un momento importante, una proposta fatta con il cuore che invita a rallentare ed entrare in armonia con la natura ed i luoghi
Proposte che raccontano la natura e la storia passata ma hanno anche il sogno di essere storia futura per chi vive la montagna ogni giorno. Crediamo nella collaborazione tra noi guide escursionistiche e tutte le altre figure del territorio e crediamo che se siamo uniti e rispettosi la montagna continuerà a vivere .
Durante tutto l’anno proponiamo escursioni esperienziali con degustazioni. Se siete curiosi potete seguire i nostri programmi oppure scriverci direttamente saremo felici di trovare la proposta giusta insieme.